La Mosca di Putin
Oggi vorrei parlare dell’articolo scritto da Rosalia Gastalletti de “Il Venerdì di Repubblica”, nel quale parla della Mosca di Vladimir. Lei racconta e commenta l’intervista fatta all’autore della saga di libri e videogiochi “Metro”, cioè Dimitry Glukhovsky. Avendo io letto e giocato alla saga (ed essendo anche una delle mie saghe distopiche preferite) mi interessa molto l’articolo. Nell’articolo si parla soprattutto del parallelismo che si fa tra la realtà e la saga sopracitata; di fatto i libri parlano di una possibile guerra atomica, che rende la superficie inabitabile per colpa delle radiazioni, facendo diventare la metro l’unico posto abitabile di tutta Mosca. A mio avviso, il libro riflette molto quello che potrebbero accadere; anche in un futuro vicino. Glukhovsky è stato anche accusato di aver scritto libri che, per Putin, danno una visione del futuro falso e offensivo verso la repubblica Russa, per questo ora si trova in una località segreta in Europa, proprio per la sua protezione; inoltre è da notare che è stato accusato solo adesso, anche se scrisse i libri nel 2009 quando aveva diciassette anni, un’altra nota che Putin ha davvero paura che il suo regime possa vacillare proprio in momento di guerra. Glukhovsky dice inoltre che, non solo se la Russia prendesse più potere potrebbe conquistare tutto, ma anche che non è solo colpa di Putin, ma bensì anche delle persone che hanno paura, poiché non fanno niente, o peggio, appoggiano le idee di Putin. Glukhovsky afferma che questa paura può essere l’inizio di un regime tale a quello che è stato con Hitler, Stalin e Mussolini. In conclusione penso che comunque sia difficile reagire per fare qualcosa, soprattutto quando si parla di ribaltare governi con leader così potenti; però credo anche che ormai non siamo molto distanti da ciò, e che se non faremo qualcosa, il mondo non sarà molto diverso da quello che si vede in “Metro 2033”.
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